Via Dibona - Tre Cime di Lavaredo

Cima Grande di Lavaredo, 2999m

Itinerario: via Dibona Esposizione: Nord-Est

Difficoltà: IV+      Dislivello:500m

Sviluppo:635m fino all'anticima + 1 doppia e 100m per la Croce di Vetta

Tiri: minimo 17-18 più tratti in conserva

Ore: fino alla grande cengia circolare 4, mentre 5 per la Cima

Roccia: Buona, attenzione alle scariche di sassi se sopra ci sono altre cordate

Attrezzatura: NDA + eventuale Martello e chiodi per attrezzare delle Calate d'emergenza, in via solo uno Spit

Discesa: dalla via Normale in 9 doppie, i tempi di calata si dimezzano se si decide di concludere la salita alla cengia circolare, da considerare almeno 3 ore se non si conoscono le calate…

Carattere: Itinerario classico di grande eleganza, con difficoltà costanti che non superano mai il IV+, linea abbastanza logica, basta tenersi a circa 5-6m dallo spigolo che si trova alla vostra destra, solo in un paio di punti si traversa sulla parete Nord

Racconto seguente degli Asen(Maxi&Cenda) Dopo una serie di confabulazioni sul perchè bisogna andare in Dolomiti, si giunge all'accordo: destinazione sempre per le Tre Cime ma al posto di una "ravanata" che poteva giocarci un altro brutto scherzo, il Maxi, che era alla sua prima esperienza in Dolomiti, obbliga e consiglia astutamente lo Spasso del IV dolomitico… una degna canagliata xè ora mi domando che se trovavamo solo aderenza non c'era niente da dire...

A nulla servono le motivazioni per spronare o confondere il Maxi per andare a fare la Ovest, neppure quei Local con occhi di sangue appostati di fianco a noi convincono il Rasta...cmq l'ho incastrato: infatti per Settembre la via del Cassin sarà Azzerata in lungo ed in largo per tutto il suo traverso…(e qui forse Clozza richiede una Libera...ahah)

Cmq dopo un viaggio Mastodontico ed un paio di Faraone, Tom-tom a caso, cd ripetuti fino allo sfinimento e soprattutto accompagnati da una Megan da veri Climbers(da notare la mancanza di adesivi sulla Megan, forse poco etica..e qui probabilmente solo gente calda cm il Moretz doveva venire, anche solo per portare una serie completa di adesivi E9, BD)

Una volta raggiunto il rif. Auronzo, dopo una serie di blasfemie per il pedaggio della strada, siamo immersi completamente nella nebbia...un vero peccato xè dopo tanto viaggio si sperava in una di quelle visioni commoventi...

La voglia di riscaldarsi e sentire la roccia è alle stelle e non contento di fare 20 tiri il giorno seguente c'è chi improvvisa salite in solitaria con scarpe d'avvicinamento mentre c’è chi più saggemente e riparato dalla pioggia si prepara per la sera...               (in entrambi i casi,e ve lo assicuro, era un massacro!!)

Dopo una “cramposa” notte, almeno per il sottoscritto, la mattinata parte subito per il verso giusto...infatti un bel sole  motivatore ci sveglia scacciando i tristi timori della nebbia della sera prima.                                                                                          In breve approdiamo sicuri all'attacco, e dopo un paio di maledizioni per i nevai nei pressi della prima lunghezza, finalmente si inizia...

Subito nascono delle tensioni: una cordata, che arriva dopo di noi, pensa di superarci partendo slegata per metà del primo tiro; il Rasta che era già alla prima sosta non vede nulla…                                                                                                 Le astute peripezie di questi Leoni non finiscono qui…xè il primo dei presunti Trabattelli si blocca astutamente a pochi metri dalla sosta sul secondo tiro, fermato, come era naturale che fosse, da un secondo di un altra cordata chiaramente in difficoltà…

Così siamo tutti belli che bloccati in sosta , ma prima che il leone francese riuscisse a ramparsene fuori, superando malvagiamente chi aveva sopra, e dopo essersi preso una prolungata serie di sfuriate ed insulti, sperando tra l’altro che capisse l'italiano, pensiamo che sia dovere ed un bene superarlo…quindi un vero macello già al secondo tiro…                                 La rabbia poteva cominciare a salire, ma la calma e forse anche la pazzia mi danno il giusto spunto per proseguire, inventando una variante con netto strapiombino al tiro chiave, cosa del tutto normale ormai in Dolomiti,passo guadato di consulenza sul VI, purtroppo obbligato vista la mancanza di chiodi(si consiglia caldamente la prima ripetizione per conferma del passo...ahahah)

Cmq la salita è troppo piacevole e dopo un susseguirsi di vari sorpassi con quella cordata di presunte guide, i rapporti con loro migliorano di netto: di fatto dagli insulti si passa ai reciproci consigli visto che uno di loro era italiano…Susseguendoci come in una staffetta di maratoneti si dimenticano perfino i tiri fatti e nel tempo previsto siamo già alla presunta cengia circolare…almeno secondo il Maxi quella era quella giusta...

Purtroppo il tempo si imbruttisce ed in poco il sole sembra non voler più fare da padrone e solo nubi minacciose incombono su di noi…al penultimo tiro prima di arrivare a fine via inizia a piovere e, quasi sperando che ricomparisse il sole, l’intelligenza ci suggerisce di accelerare…

Arrivato all’anticima l’aria sembrava come rarefatta,mi domandavo se fosse nebbia: in realtà si trattava dell’elettrostaticità che si stava creando …forse la grandine giunta all’improvviso mi ha fatto perdere la calma: c’erano mille cose da fare, ma la testa era giocata per la paura di morire fulminati…solo una cosa mi sono convinto di fare in fretta: attrezzare una sosta per proteggere entrambi e non vi racconto altro…non sarebbe giusto e forse non ci riuscirei neanche…dico con fede che la croce che poco prima mi ero fatto sul corpo a quella sosta improvvisata è stata portata sulla croce di vetta da una saetta a 20m di distanza

“Slampare” alla svelta era la parola chiave, e dopo un paio di urla di richiamo e certi Camalot definiti umani, ed altri in fessura (per un soffio semi-salvati), dobbiamo trovare le calate, cosa non facile neanche in due cordate…

(La fretta di Clozza mi avrebbe dato alla nausea in qualsiasi altra situazione ma avrebbe dovuto beccarmi a quel giro…ahahah)

Quindi una volta recuperato il Maxi si sceglie di seguire l’istinto più che la relazione …o meglio ci si accontenta della sosta trovata che per giunta era attrezzata da calata. Purtroppo durante la fine della calata capisco che non è quella descritta dalla relazione, visto che dopo 50m dovevo trovarne un’altra; pensando sconvolto di essermi calato in piena parete, visto che si vedeva solo nel raggio di 30m a causa del nebbia, considero il peggio, cioè di risalire. Avevo però percepito che era inutile visto che anche l’altra cordata aveva trovato poca fortuna calandosi dall’altra parte della sosta e aspettavano tutti che assicurassi che la calata era giusta. Urla provenivano dall’alto ma troppo sconnesse erano le loro voci, però ad un tratto sembra di sentire dei rumori di passi, rumori che si intensificano e si sentono più vicini, e dalla nebbia compare una figura che mi parla ma che non capisco. Pensandoci un attimo ci sono arrivato: era la cordata di Austriaci che avevamo davanti nelle prime lunghezze. Considero l’unica soluzione plausibile: vista la loro lentezza essi avevano preferito fermarsi alla cengia, e quindi ora puntavano di andare a prendere le calate percorrendo quella stramaledette e beneamata cengia.

Un solo e grande "ok tutto bene" detto in un Inglese inguardabile mi sprona…ma la cengia non si vedeva bene c’era troppa nebbia e pensare di slegarmi dalle corde era da suicidio, mancavano ancora almeno 25m…e chissà cosa avrei potuto trovare prima di arrivare salvo fino alla cengia e poi gli altri come avrebbero fatto??

Spingendomi traversando a destra trovo per nostra fortuna una buca che forma una mega clessidra…mi devo accontentare e penso che dopotutto era meglio perdere qualche cordino che un camalot o più, su roccia che si presentava marcia e poco affidabile per un ultima calata…

In Dolomiti si è salvi solo quando si è sicuri di non dover più disarrampicare o calarsi, ma io penso che si è davvero salvi solo davanti alla birretta post-parete…

Finalmente concludo: da quest’ultima esperienza ho imparato una cosa importantissima, che mai prima ero venuto a conoscenza, sembra una frase fatta ma è proprio vero: è la montagna che decide.

siamo partiti per una scampagnata e siamo tornati da faraoni con la coda tra le gambe…

For the french guy: thanks for the amazing adventure!!! Let’s hope to see each other again, maybe for a climb on our mountains. Perhaps at the next MelloBlocco…

Cenda

Spigolo Dibona 01

Commenti   

 
Guest
+2 #8 Guest 2011-04-16 10:43
18 tiri???ma siete sballati!
Citazione
 
 
Bona
-2 #7 Bona 2010-07-21 17:24
Guerra diplomaticissimo con quel "nonostante il report non sia scorrevolissimo..."
Citazione
 
 
Maxi
+2 #6 Maxi 2010-07-19 19:18
Quasi meglio di bonatti!!ahahahah..s periamo non ci senta..
Citazione
 
 
Guest
+1 #5 Guest 2010-07-19 14:55
Bravi a non andare fuori di testa in una simile situazione di merda...
Nonostante il report non sia scorrevolissimo, sei riuscito a trasmettere l'"epicità" della avventura.
Cenda aka Bonatti ???? ;-)
Citazione
 
 
Gandalf
-1 #4 Gandalf 2010-07-19 09:16
ah che non si capisce veramente un cazzo.....
Cenda si spera che agli esami scritti tu non scriva così altrimenti è la fine delle Università italiane.....
Citazione
 
 
Cenda
+1 #3 Cenda 2010-07-18 23:14
per Maxi...
Due tedeschi salvati sulla Cima Grande di Lavaredo
www.montagna.tv/cms/?p=29180
Citazione
 
 
Cenda
+2 #2 Cenda 2010-07-18 13:34
alcune foto davvero commovent
Citazione
 
 
Maxi
+2 #1 Maxi 2010-07-15 20:50
si capisce benissimo che non hai scritto tu lò'ingelese!!per fare i complimenti al ragazzo che fa il 7b gli hai detto "compliments you are a difficult climber2..ahahahaha! !Corso accellerato forse??ahahahahah..
Citazione
 

Aggiungi commento

Codice di sicurezza
Aggiorna

/

all rights reserved - AsenPark.it - 2009

template joomla by JoomSpirit