Vai Vedi e Gavi

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Variante St. Jan - 10

Vai Vedi e Gavi. L'uscita "a perdere" di questo sabato si può benissimo riassumere con questa straziante sigla inventata appositamente dal nostro blasonato amico di scampagnate Ape (e pronunciata dalle 700 alle 900 volte in tutta la giornata).

La "Moretz mobile" inizialmente puntava dritta a un misterioso e soprattutto, non relazionato, canale in zona Julierpass.
Una volta arrivati al suddetto passo, tutto è scemato per l'appropinquarsi di dannate nuvole che già avevano mietuto vittime importanti come Quota 3001, Piz d'Emmat, Scalotta, ecc..

La rotta dirottata fa rotta al Piz San Gian ma le traccie parlano chiaro e alla partenza si confabula per qualcosa di diverso per dare meno cotolengaggine alla giornata.

Superate le piste il gruppo composto da Bona, Berna, Moretz e l'arato Ape, trema per la decisione "def" dell'itinerario, ma con la maggioranza sia alla camera che al senato il gruppo del giocoforza dirotta tutti sulla variante di destra. Un canalone posto tra il vallone del St. Gian e le Piste del Corvatsch che porta ad un anfiteatro faraonico.

Lasciata dunque la pista battuta all'SA2 la conquista della vetta diviene lunga e a tratti "surriscaldata" da qualche "JC Morena" scandito al punto giusto.
La neve (da battere) non tradisce e man mano che ci si alza diventa sempre più accettabile rispetto all'amarezza constatata in partenza.

Ma la beffa è lassù, dietro l'angolo...
Arrivando alla fine di questo gigantesco anfiteatro con un sole abbastanza faraonico, la magliettina è d'obbligo e gli occhiali da sole stan su manco fossimo a Jesolo. La quadriga è invasata, ancora una volta di ripido, ma da li a poco...il peccato di gola giuocherà un'arcana mossa..

Imboccatto il ripido canalino (che probabilmente ci avrebbe portato alla vetta di cui ancora non si sa il nome), il corso della storia prende quell'andazzo a noi tanto caro, quello da "sbarco in Normandia". Gente che procede coi gomiti imbracciando telescopici bastoncini e con imbarazzanti zaini sul dorso.

La neve esageratamente profonda richiederebbe la più ferrea determinazione da conquistatori di cime, ma dato che la sigla posta sul nostro logo ci ricorda che siamo soltanto dei somari, in men che non si dica scatta il "ca**o te frega panz!"
Giù gli zaini e su gli attrezzi.
Ovviamente.......nel mentre...arriva la nebbia, giusto perchè c'è troppo sole e come si fa a sciare col sole vedendo bene tutto e godendo della neve!?? siamo matti!!?? -.-'

Beh, comunque carcasse a valle e solito copione: "giò dreezz!"

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