Guerrini

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Intenzioni: ritrovo ore 7 Penny, partenza ore 7.05 massimo 7.10 da lecco, vantaggi: non trovare coda alla
cascata e andare a bere prima.

Realtà: ritrovo alle 7.10 e partenza ore 7.20, ovviamente tenendo conto
della tappa “selvaggina” al bar della zona, destinazione: è come se tutti la sapessero ma se la domanda
viene posta nessuno risponde. Si va con il pick up del Cenda, il Guerra davanti, Stefano e Pietro dietro.

Arrivati alla cascata centrale S. Giuseppe ci fermiamo nella corsia opposta per vedere quanto fosse
affollata e vediamo 4 cordate sulla via e altrettante in coda. Con entusiasmo il Cenda se ne esce con: “
sarann mica dei nostri”, alura giù i finestrini e “CAMOOOSS” “MOSS” ma non rispose nessuno.
Comunque nessun problema, il Guerra ruggisce proponendoci una seconda cascata, sempre in
Valmalenco, poco più avanti della S. Giuseppe, verso Chiareggio.

Al parcheggio siamo tutti pronti per partire, tutti tranne Cenda che ancora guarda le fighe su Instagram.
L'avvicinamento segue la strada per Chiareggio, d'inverno convertita in pista per motoslitte, scende verso
il torrente, lo attraversa e lo costeggia per poi salire verso la cascata. In testa al gruppo come sempre, il
Guerra, in mezzo i due ragazzi e in fondo zio Cenda il Gorilla, che a ogni passo sponda la pista dove
eravamo già passati in tre. L'ultimo pendio di 100 metri è una bella rampa tutta da pestare, si danno il
cambio Stefanino e il Guerra fino alla base della cascata.

Le cordate: il Guerra e Stefanino, Cenda e Pietro. Le cascate sono due, un muro pressoché verticale di 15
metri circa a sinistra di uno scivolo di 20 metri, e confluiscono entrambe nello stesso canale. Mentre ci
prepariamo, Cenda tira fuori dallo zaino un kevlar d'abbandono e il Guerra in uno scatto d'ira lo lancia a
cannone intonando la sigla della giornata.

Cenda e Pietro salgono il verticale tenendo la destra per il poco
giaccio sulla parte sinistra; lo scivolo era ben formato, peccato per la neve alla base e sull'ultimo tiro della
cascata. Ciliegina sulla torta dell’uscita è stato il ruggito sulle candele attrezzato dal Cenda, servito ai due
novelli per prendere confidenza con il ghiaccio e gli attrezzi, ma sopratutto per gasare un po’ la giornata
rattristata dalla triste scomparsa della solita vite del Guerra.



Sistemato il materiale e fatte le corde ci prepariamo a scendere dal canale, Stefanino parte alla stessa
velocità del kevlar lanciato dal Guerra che lo segue a ruota manco fosse su uno slittino. Da sotto la neve
smossa dai due bobbisti salta fuori....LA VITE DEL GUERRA, sembrava che avesse ritrovato il suo
amore perduto. Al pick up sentiamo gli altri Asen e decidiamo di trovarci tutti al Penny per un aperitivo
(pranzo per noi).

Carichiamo tutto sul cassone e ci prepariamo a un ritorno in barca, non solo per noi in
macchina (causa sospensioni tipo “due cavalli” della Citroen) ma anche per il materiale nel cassone che il
Cenda ha quasi inondato andando bello a cazzo duro in una pozzanghera.



Durante tutta la giornata il pensiero della disgrazia successa il giorno precedente, 16 febbraio 2018, ai due
alpinisti Giovanni Giarletta e Ezio Artusi, che molti di noi conoscevano, ci ha fatto riflettere e ricordare.
Come oggi, sempre vi porteremo con noi in montagna, la quale ci regala forti emozioni ma anche grandi
dolori.

 

 

 

Commenti   

 
Montessori
0 #2 Montessori 2018-03-06 19:38
Buona la logica ma troppo sintetico
Citazione
 
 
la maestra
0 #1 la maestra 2018-03-06 18:50
bravo, hai espresso bene i tuoi pensierini
voto B
Citazione
 

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