You'll never walk alone

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Val Fraina - 08
 
4 gennaio 2015 - Dopo una settimana passata a essere sbeffeggiato da un’influenza che arriva, 
dopo mezza giornata se ne va e, non appena inizi a fare programmi faraonici convinto di stare bene, torna più forte di prima, è cosa buona e giusta che anche il tuo astrologo di fiducia si faccia beffe di te dicendo: “Sembra che il cosmo ti stia autorizzando a essere sfacciatamente ambizioso. […] Rivedi le tue supposizioni. Almeno una di quelle “cose impossibili” potrebbe essere più possibile del solito”. 
 
In tutto ciò, parlare di cose impossibili che poi diventano possibili mi fa pensare a quanto successo circa un mesetto fa alla cordata Cendali-Colombo che, dopo due giorni di rialzo termico in un inverno primaverile, decide di andare a cercare ghiaccio in val Fraina, alla terrificante quota di 1400 m slm.
La disfatta sembrava annunciata, ma il finale sarà sorprendente, quasi come quello della finale di Champions del 2005 (quella che il Milan ha perso con il Liverpool, tanto per intenderci).
 
Procedendo con ordine, già al ritrovo il termometro della macchina segna 12 gradi. 1’ minuto, Paolo Maldini segna, 1-0, palla al centro e già si capisce come andrà la giornata.
Arrivati a Premana, nonostante le temperature primaverili, la strada della val Fraina è completamente verglassata (???) e avanziamo barcollando (a volte anche cadendo) in balia di un vento patagonico, mentre veniamo superati da allegre famigliole di local con il cestino del picnic sotto braccio. 38’ minuto, Crespo insacca facile su assist di Shevchenko, 2-0, la disfatta inizia a essere molto probabile.
Giunti poi in vista della cascata, questa ci si presenta rotta in uno dei primi salti. 44’ minuto, doppietta per Crespo, 3-0 e B&R ormai praticamente certo. 
 
Nonostante tutto decidiamo di andare comunque all’attacco e qui, inaspettatamente, la situazione inizia a cambiare. Da vicino capiamo che siamo stati ingannati da una qualche strana prospettiva (o dagli acidi delle sera prima) e che la cascata non si sta smontando. 54’, Gerrard, il capitano, segna di testa, 3-1 e si accende un lumicino di speranza.
 
Arrivati poi all’attacco, scopriamo che la cascata, oltre a essere formata, è pure riparata dal vento. 56’, gol di Smicer e risultato che si porta sul 3-2. 
Galvanizzati da tutto ciò iniziamo pure a scalare, il ghiaccio è buono e Cendali ritorna al cascatismo estremo dopo un lungo infortunio. Intanto Alonso, intorno al 60’, segna il 3-3 e fa capire a tutti che è solo questione di tempo: ciò che sembrava impossibile verrà reso possibile.
 
La salita viene così risolta senza problemi e solo la lotteria dei rigori ci separa dal successo finale. Cenda prende quindi in mano la situazione e, dimostrando che è stato un errore non fargli passare le selezioni da guida alpina a., individua una linea di calate su piante che ci deposita esattamente sopra i nostri zaini, mentre un Dudek posseduto dal demonio para il rigore decisivo di Shevchenko.
Quello che sembrava impossibile è stato realizzato, il Liverpool è campione d’Europa e la cordata Cenda – Camel ha scongiurato un B&R certo. Il vento, che riprende a sferzarci sulla via del ritorno, porta alle nostre orecchie un coro:
 
Though your dreams be tossed and blown
Walk on walk on with hope in your heart
And you'll never walk alone
You'll never walk alone
Walk on walk on with hope in your heart
And you'll never walk alone
 
La morale della favola è che la febbre fa male e, per chiudere il racconto, aggiungo che la giornata si è poi conclusa al Mojito, dove Cenda si è conigliescamente rifiutato di bere e Maxi ha scoperto cose che non dovrebbe sapere.
 
 

Commenti   

 
pellegatta
0 #2 pellegatta 2015-02-16 07:16 Citazione
 
 
Cenda
0 #1 Cenda 2015-02-15 21:41
degno di Camel
Citazione
 

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