Arrampicata

Annamaria/Pala del Cammello - Ostile al Pino

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Uscita Pre-dolomitica per gli Asen nel lecchese (poichè probabilmente non ci arriveremo mai al periodo in cui si va in Dolomiti...)

In campo scendono il noto attore teatrale Cenda (che la sera stessa avrà modo di sfoggiare il suo talento recitativo) ed il suo manager War.

Arrivare all'attacco della Pala del Cammello (che sta poco a sinistra del Tony Bolis) può essere semplice cosa per i climbers... gli Asini invece propendono per un taglio netto nel bosco per evitare il lungo sentiero: la selva oscura di Dante non sarà nulla in confronto.

Nell'avvicinamento infatti i nostri riescono ad incontrare:

  • Un Dodo (animale estinto nel '700)
  • Ettore Maiorana (importante fisico italiano scomparso nel nulla negli anni '30)
  • Un paio di Sasquatch
  • Il colonnello Trautman che a sua volta stava cercando Johnny Rambo....

Giunti finalmente a destinazione, si può cominciare a pericolare su per questa bella linea (aperta ad inizio anni '70 da due grandi "Masters of Stone": Aldino Anghileri e Sergio Panzeri).

Non diciamo altro, perchè penso che le foto possano bastare...

Al limite possiamo aggiungere che, se non vi dispiace la roccia un po' malferma, i ciodi non nuovissimi (che vanno anche tirati), e l'aria che vi corre sotto le suole delle scarpette mentre voi trattenete a stento gli sfinteri, allora andate a farla...

abbastanza sconsigliata per gli amanti della 626 in montagna... anche se un paio di cordoni biodegradati li abbiamo sostituiti.

Dopo questo giretto, ispirati da pepati articoli, vogliamo citare il grande Steve House che ha scritto sulla ruota di scorta della sua Jeep: "Bonatti is God"; ci aggiungeremmo volentieri: "but Aldino is the Devil !!!"

Via Annamaria - Pala del Cammello - 01

Cassin in Medale - Mai nessuno così lento

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Sulle orme di un noto bruciato del lecchese (tale Cassin che negli anni trenta si faceva pareti come quella che stiamo per fare grazie all'ausilio di chiodi fatti da lui stesso e con corde di canapa)io e il Bona ci siamo jettati sul paretozzo che domina Laorca.

Avendo dimestichezza con altro tipo di canapa già il mattino al parcheggio di via quarto i primi sguardi alla parete per capire dove passasse questa Cassin hanno un che di ebete..Negli occhi acquosi a mò di sanberdardo depresso ancora i bagordi del baccanale della sera prima..anche il furgone di Waka's è perplesso.

Un Bona arrivato in moto già a petto nudo attacca la le prime lunghezze facendosi un baffo della chiodatura non proprio da falesia e dell'ambiente severo con superamento di roveti vari. Al quinto tiro non pochi problemi sono dati dall'incursione aerea di un insettone (probabilmente un pro del base jumping con tuta alare red bull ) che precipita a bomba dalla sommità del corno e mi arriva in faccia rompendomi uno zigomo. La salita prosegue su prese imburrate, tacche unte di sugo di cassòla, monoditi alla vaselina tanto da rendere il passo chiave un problema anche per un berciante Bona.
Urla, sbuffa, strepita, insulta gli uccelli di passaggio, prende a crapate la roccia modificando la morfologia della via (ora VI+ causa prese scardinate) ma niente da fare sto chiave è troppo sprotetto. Probabilmente trovando la forza guardando il mio sguardo speranzoso della serie “se non vai su te io non ci vado manco a calci in culo” supera con urlo etico il tettino facendo andare di traverso la schiscetta (è ora di pranzo ormai) ai laorchesi che rivolgono improperi e lancio di oggetti alla cordata. Il passo è da me superato con incomprensibile pendolo che sottolinea ancora la mia cialtroneria arrampicatoria!

Arrivo in vetta alle 15.00 circa visibilmente invecchiati con funghi e licheni che crescono sulle barbe un po' per lo sbattone un po' per il tempo veramente spropositato che ci abbiamo messo.

Colpo di grazia al ritorno con Vespa che non ne vuole sapere di partire e conseguente discesa in folle con gomme lisce e freni da galera su pendenze da nevaio ma ritorniamo comunque interi ai nostri affetti.

Via Cassin - Medale - 01

Minas Tirith - Penduliva: marcata in rosso

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Gita sociale saltata per colpa del bollettino nivo-metereologico di Arabba... numero estratto 4...

In realtà volevamo arrivare tutti al vicinissimo traguardo del 21 marzo indenni...
Così ci è toccato improvvisare all'ultimo momento una ronda alternativa: le idee si sprecavano...

Special guest Mick si presenta al mattino con una collezione di guide alpinistiche, che avrebbero fatto invidia alla biblioteca del Cai Centrale.

La scelta è difficile, ma alla fine sembra si voglia prendere come destinazione una bella parete in zona mare, tipo Finale o Muzzerone... ma il fato è in agguato...
Cosa diavolo pesca fuori il War dagli archivi delle salite "kamikaze loves fast suicide" ?:
la nord del Moregallo, oppure ancora meglio la Penduliva...

Al Mick partono tutti assieme i neuroni nella testa, che si mettono tutti a saltare come dei Michael Jordan impazziti.
Il Cloz concorda, solo il Cenda nicchia...

Decisione presa: si va a fare Minas Tirith alla Penduliva.

Come diceva quello di Premana:" sem indaa' a fa' una via facila, tota ses, el piuviva..."
Si, piovevano sassi da tutte le parti, ti potevano forse arrivare anche dal basso: una autentica lapidazione...
Il Mick invasatissimo se ne infischiava abbondantemente e guadagnava metri su metri; il fido Cloz altrettanto...

Le due zavorre Cenda & War stavano lì solo ad aspettare un intervento divino, che ponesse termine a cotanta agonia...
Thanx God for the rain... la pioggia vera arrivò, manco ne avessimo fatto la danza in parete....

Bilancio complessivo: Via memorabile non per la bellezza, ma perchè è abbastanza franabile (anche se poi ne abbiamo visto solo metà).

Comunque sia, può anche piacere, se, come diceva Frassica, non è bello ciò che è bello ma che bello, che bello, che bello...

Mamma esco, vado a comprare la droga...

Via Minas Tirith - Penduliva - 01

Vent’anni di Sfiga - Pinnacolo di Maslana (Val Seriana)

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2010.09.11 - Via Vent'Anni di Sfiga - Pinnacolo di Maslana

Altra uscita su granito (data dallo sfinimento di troppe bastoste sul calcare). Destinazione decisa in mezz’ora di riunione mattutina con caffè corretti sambuca.
Si incomincia con un viaggio ai limiti del credibile, sbagliando l’uscita dalla super innumerevoli volte nello stesso punto.

Alle 10 del mattino siamo già in crisi di fame e aggrediamo un povero macellaio che ci fornirà dei buoni panini.

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Oracoli di Ulisse - Scoglio delle Metamorfosi (Val di Mello)

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Dopo tante incursioni calcaree, l'Asen Park decide di andare a pestare il naso contro il granito della Val di Mello.

La scelta stavolta spetta al Dr.Cloz, rispolverando un progetto che era nato in tarda primavera.

Sarà il nome "mitologico" della via, sarà l'ormai acquisita fama di KAMIKAZE del trio Asen (Cenda/Cloz/War), che non ci riesce proprio di trovare un "quarto" che venga con noi. Neppure nell'ambiente dei Gamma, dove c'è gente tostissima su granito, salta fuori un disperato pronto al macello (nemmeno Satana, che avremmo messo in cordata con il Cenda...).

Armati di ogni sorta di attrezzatura alpinistica (mancano solo i copperhead), i tre re magi si apprestano ad affrontare i vari mostri di ciò che sarà una mini-ODISSEA (nomen-omen), che opporrà loro difficoltà di VI e A2.

All'attacco della via troviamo un poker di Faraoni Mellici, che proveranno a spararsi una via accanto alla nostra, dal grado con numeri e lettere troppo alti per quegli analfabeti degli Asen....però alla fine quelli verranno battuti e respinti: in fondo in fondo non siamo noi i soli quadrupedi delle pareti....

Visto che oggi siamo in tre (e la via l'ha scelta lui), avremo un solo capocordata; gli altri due si faranno parancare allegramente tutto il giorno.

Comunque e sempre va detto che, quando il Sir Cloz decide di prendersi un incarico, lo porta fino in fondo in maniera più che egregia. In particolar modo tira fuori la sua grinta quando, sul tiro del tetto (il quarto), decide di appendere, per più volte, il suo corpicino a camelot e dadi incastrati (ecco l'A2!), dando prova di un "pelo" non indifferente...

La via in fondo non è banalissima (è un po' più dura di Luna Nascente), ma scorre via abbastanza bene senza intoppi (a parte un chiodo abbandonato), ed Ulisse può essere portato a casa...

Concludiamo come al solito immeritatamente con una birra, seguita da alterazioni della segnaletica stradale... chi c'era lo sa...

E poi, come epilogo, si finisce con una "pizza": chi non terminerebbe le proprie fatiche con una "pizza"? Il nostro mitico fotografo Dr. Cenda non sa proprio dire di no !!!Cool

 

Schrott-Hasse alla Torre Delago

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Ennesimo capitolo della saga dolomitica Asen Park. Ennesimo tentativo di riportare almeno un po' di danni fisici, così forse riusciamo a darci una calmata. Partenza ore 8,00 a.m di sabato 21 agosto per la cordata Cenda-War.
Dopo neppure un quarto d'ora, i nostri due cercano di farsi arrestare dalle forze dell'ordine, con un sorpasso al limite del patibolo ai danni di un bus di linea. I gendarmi, visto il misfatto, ma giudicata irraggiungibile la macchinina del War, lo sfanculano con un plateale gesto.... Se la storia finisse qui, con i due dietro le sbarre, non ci sarebbe nulla da dire.

Perciò passiamo indenni e raggiungiamo dopo quasi 5 ore di strada la nostra meta quotidiana: I torre del Sella, via Schober.
Durante la salita veniamo costantemente aggiornati da radio corsa, via SMS, dell'esito dell'impresa "Bernina By Bike" dei nostri "infaticabili" soci; in confronto a loro, visto quello che stiamo facendo ci sentiamo delle lippe... Vedremo di rifarci il giorno dopo (domenica) quando proveremo a strascinarci su per la Schrott-Hasse alla Torre Delago (Vajolet) nel gruppo del Catinaccio (VI/A1) Ma stavolta non saremo soli... Hanno deciso di affiancarsi a noi due Gamma, mega-faraoni delle crode, ovverosia il mitico Bomba e l'ancora più mitico Roby Chiappa (68 anni e ancora lì pronto a dare tanta merda a tutti).

Cenda e War si sentiranno sotto esame tutto il tempo, con due personaggi di tale calibro in via assieme a loro. Pertanto, da arrampicatori della mutua, gli Asen non vanno al rifugio a dormire, ma scelgono una coperta di stelle (i poeti veri ci perdonino).
E vai, domenica mattina l'inedito team si riunisce e parte. Forse attacchiamo un pelino tardi, forse Ivo Rabanser quando scrive le relazioni lo fa per gli extraterrestri, sta di fatto che rimaniamo dentro in via una decina di ore e quando usciamo è proprio tardi (quasi le 19,00) La salita è, ad onor del vero, un bel bastone e se non fosse per la maestria del Bomba (primo della cordata davanti) nel dipanare il percorso, i nostri due Asen sarebbero ancora lì a pestare chiodi sotto i tetti gialli, per cercare di venirne fuori.

L'odissea finisce alle 22.00 passate, quando i nostri riescono a strascinarsi sino alla vettura, pestando durante la discesa per prati (al buio) delle simpatiche torte di cacca di mucca. Porterà ulteriore fortuna alle loro prossime salite ? Ai posteri...
Per il momento beccatevi il reportage fotografico fatto con la macchina del Cenda: un aggeggio che pesa la bellezza di una doppia serie di Camelot (Twight avrebbe qualcosa da ridire...)

Torre Delago - via Schrott-Hasse 01

Segantini PostWork

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Segantini free soli 14

Insolita serata ludico ricreativa per il team War, Moretz, Max, Cenda e Berna.

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Via Dibona - Tre Cime di Lavaredo

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Cima Grande di Lavaredo, 2999m

Itinerario: via Dibona Esposizione: Nord-Est

Difficoltà: IV+      Dislivello:500m

Sviluppo:635m fino all'anticima + 1 doppia e 100m per la Croce di Vetta

Tiri: minimo 17-18 più tratti in conserva

Ore: fino alla grande cengia circolare 4, mentre 5 per la Cima

Roccia: Buona, attenzione alle scariche di sassi se sopra ci sono altre cordate

Attrezzatura: NDA + eventuale Martello e chiodi per attrezzare delle Calate d'emergenza, in via solo uno Spit

Discesa: dalla via Normale in 9 doppie, i tempi di calata si dimezzano se si decide di concludere la salita alla cengia circolare, da considerare almeno 3 ore se non si conoscono le calate…

Carattere: Itinerario classico di grande eleganza, con difficoltà costanti che non superano mai il IV+, linea abbastanza logica, basta tenersi a circa 5-6m dallo spigolo che si trova alla vostra destra, solo in un paio di punti si traversa sulla parete Nord

Racconto seguente degli Asen(Maxi&Cenda) Dopo una serie di confabulazioni sul perchè bisogna andare in Dolomiti, si giunge all'accordo: destinazione sempre per le Tre Cime ma al posto di una "ravanata" che poteva giocarci un altro brutto scherzo, il Maxi, che era alla sua prima esperienza in Dolomiti, obbliga e consiglia astutamente lo Spasso del IV dolomitico… una degna canagliata xè ora mi domando che se trovavamo solo aderenza non c'era niente da dire...

A nulla servono le motivazioni per spronare o confondere il Maxi per andare a fare la Ovest, neppure quei Local con occhi di sangue appostati di fianco a noi convincono il Rasta...cmq l'ho incastrato: infatti per Settembre la via del Cassin sarà Azzerata in lungo ed in largo per tutto il suo traverso…(e qui forse Clozza richiede una Libera...ahah)

Cmq dopo un viaggio Mastodontico ed un paio di Faraone, Tom-tom a caso, cd ripetuti fino allo sfinimento e soprattutto accompagnati da una Megan da veri Climbers(da notare la mancanza di adesivi sulla Megan, forse poco etica..e qui probabilmente solo gente calda cm il Moretz doveva venire, anche solo per portare una serie completa di adesivi E9, BD)

Una volta raggiunto il rif. Auronzo, dopo una serie di blasfemie per il pedaggio della strada, siamo immersi completamente nella nebbia...un vero peccato xè dopo tanto viaggio si sperava in una di quelle visioni commoventi...

La voglia di riscaldarsi e sentire la roccia è alle stelle e non contento di fare 20 tiri il giorno seguente c'è chi improvvisa salite in solitaria con scarpe d'avvicinamento mentre c’è chi più saggemente e riparato dalla pioggia si prepara per la sera...               (in entrambi i casi,e ve lo assicuro, era un massacro!!)

Dopo una “cramposa” notte, almeno per il sottoscritto, la mattinata parte subito per il verso giusto...infatti un bel sole  motivatore ci sveglia scacciando i tristi timori della nebbia della sera prima.                                                                                          In breve approdiamo sicuri all'attacco, e dopo un paio di maledizioni per i nevai nei pressi della prima lunghezza, finalmente si inizia...

Subito nascono delle tensioni: una cordata, che arriva dopo di noi, pensa di superarci partendo slegata per metà del primo tiro; il Rasta che era già alla prima sosta non vede nulla…                                                                                                 Le astute peripezie di questi Leoni non finiscono qui…xè il primo dei presunti Trabattelli si blocca astutamente a pochi metri dalla sosta sul secondo tiro, fermato, come era naturale che fosse, da un secondo di un altra cordata chiaramente in difficoltà…

Così siamo tutti belli che bloccati in sosta , ma prima che il leone francese riuscisse a ramparsene fuori, superando malvagiamente chi aveva sopra, e dopo essersi preso una prolungata serie di sfuriate ed insulti, sperando tra l’altro che capisse l'italiano, pensiamo che sia dovere ed un bene superarlo…quindi un vero macello già al secondo tiro…                                 La rabbia poteva cominciare a salire, ma la calma e forse anche la pazzia mi danno il giusto spunto per proseguire, inventando una variante con netto strapiombino al tiro chiave, cosa del tutto normale ormai in Dolomiti,passo guadato di consulenza sul VI, purtroppo obbligato vista la mancanza di chiodi(si consiglia caldamente la prima ripetizione per conferma del passo...ahahah)

Cmq la salita è troppo piacevole e dopo un susseguirsi di vari sorpassi con quella cordata di presunte guide, i rapporti con loro migliorano di netto: di fatto dagli insulti si passa ai reciproci consigli visto che uno di loro era italiano…Susseguendoci come in una staffetta di maratoneti si dimenticano perfino i tiri fatti e nel tempo previsto siamo già alla presunta cengia circolare…almeno secondo il Maxi quella era quella giusta...

Purtroppo il tempo si imbruttisce ed in poco il sole sembra non voler più fare da padrone e solo nubi minacciose incombono su di noi…al penultimo tiro prima di arrivare a fine via inizia a piovere e, quasi sperando che ricomparisse il sole, l’intelligenza ci suggerisce di accelerare…

Arrivato all’anticima l’aria sembrava come rarefatta,mi domandavo se fosse nebbia: in realtà si trattava dell’elettrostaticità che si stava creando …forse la grandine giunta all’improvviso mi ha fatto perdere la calma: c’erano mille cose da fare, ma la testa era giocata per la paura di morire fulminati…solo una cosa mi sono convinto di fare in fretta: attrezzare una sosta per proteggere entrambi e non vi racconto altro…non sarebbe giusto e forse non ci riuscirei neanche…dico con fede che la croce che poco prima mi ero fatto sul corpo a quella sosta improvvisata è stata portata sulla croce di vetta da una saetta a 20m di distanza

“Slampare” alla svelta era la parola chiave, e dopo un paio di urla di richiamo e certi Camalot definiti umani, ed altri in fessura (per un soffio semi-salvati), dobbiamo trovare le calate, cosa non facile neanche in due cordate…

(La fretta di Clozza mi avrebbe dato alla nausea in qualsiasi altra situazione ma avrebbe dovuto beccarmi a quel giro…ahahah)

Quindi una volta recuperato il Maxi si sceglie di seguire l’istinto più che la relazione …o meglio ci si accontenta della sosta trovata che per giunta era attrezzata da calata. Purtroppo durante la fine della calata capisco che non è quella descritta dalla relazione, visto che dopo 50m dovevo trovarne un’altra; pensando sconvolto di essermi calato in piena parete, visto che si vedeva solo nel raggio di 30m a causa del nebbia, considero il peggio, cioè di risalire. Avevo però percepito che era inutile visto che anche l’altra cordata aveva trovato poca fortuna calandosi dall’altra parte della sosta e aspettavano tutti che assicurassi che la calata era giusta. Urla provenivano dall’alto ma troppo sconnesse erano le loro voci, però ad un tratto sembra di sentire dei rumori di passi, rumori che si intensificano e si sentono più vicini, e dalla nebbia compare una figura che mi parla ma che non capisco. Pensandoci un attimo ci sono arrivato: era la cordata di Austriaci che avevamo davanti nelle prime lunghezze. Considero l’unica soluzione plausibile: vista la loro lentezza essi avevano preferito fermarsi alla cengia, e quindi ora puntavano di andare a prendere le calate percorrendo quella stramaledette e beneamata cengia.

Un solo e grande "ok tutto bene" detto in un Inglese inguardabile mi sprona…ma la cengia non si vedeva bene c’era troppa nebbia e pensare di slegarmi dalle corde era da suicidio, mancavano ancora almeno 25m…e chissà cosa avrei potuto trovare prima di arrivare salvo fino alla cengia e poi gli altri come avrebbero fatto??

Spingendomi traversando a destra trovo per nostra fortuna una buca che forma una mega clessidra…mi devo accontentare e penso che dopotutto era meglio perdere qualche cordino che un camalot o più, su roccia che si presentava marcia e poco affidabile per un ultima calata…

In Dolomiti si è salvi solo quando si è sicuri di non dover più disarrampicare o calarsi, ma io penso che si è davvero salvi solo davanti alla birretta post-parete…

Finalmente concludo: da quest’ultima esperienza ho imparato una cosa importantissima, che mai prima ero venuto a conoscenza, sembra una frase fatta ma è proprio vero: è la montagna che decide.

siamo partiti per una scampagnata e siamo tornati da faraoni con la coda tra le gambe…

For the french guy: thanks for the amazing adventure!!! Let’s hope to see each other again, maybe for a climb on our mountains. Perhaps at the next MelloBlocco…

Cenda

Spigolo Dibona 01

Spigolo Nord al Ferro da Stiro

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La sveglia è di quelle che rimpiangi di non aver tirato l'after, che tanto l'offuscamento mentale necessario per avvistare il fantasma di Herman Bull scendere a braccia conserte faccia a valle dal Badile fischiettando per la gioia della scampagnata in bicicletta che lo attende, l'offuscamento celebrale appunto, c'è lo stesso.

Poi magari i passaggini di III (berna erano di III o di I o di II non ricordo????) su placche bagnate per arrivare all'attacco una sveglia te la danno.

In cima alla via l'unica parola che si sentiva era "plaisir".

Parola, peraltro, dimenticata dopo la prima calata che dà l'inizio a una serie di garbugli che stiamo ancora tentando di sciogliere.

Ritorno caratterizzato da passo barcollante e testa ciondoloni.

Da citare anche l'incontro fatto con una cordata di bergamaschi: pavidi all'iinizio della strada a pagamento (la macchinetta dei biglietti era chiusa ma lo spauracchio della multa sempre dietro l'angolo) lasciano la macchina all'imbocco, fanno la strada a piedi, ci raggiungono e superano al secondo tiro e se ne tornano dichiarando che sarebbero passati anche dal rifugio Sass Furà che "tanto è presto".

Nota conclusiva della giornata: l'improvvisazione di strade alternative alla coda (più o meno estreme..) in cui Berna infila la sua 16. Per brevità si riportano solo "S. Rocco", "Spinera" con allegati avvistamenti di trabattelli Faraone.

Bona

Spigolo Ferro da Stiro 01

via Gandin al Cinquantenario

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Grignetta - Torrione del Cinquantenario - Via Gandin 130m 5L VI-A0 6c in libera

Premessa:
Dopo una svariata sequenza di rimorsi di coscenza almeno la soddisfazione della parete...

Eccoci così: Io ed il giovine Niciz in Grignetta destnazione Torrione del Cinquantenario, via da percorrere la famosissima e bellissima traccia di Gandin...

Un progetto da tempo in testa ma sempre abbandonato, forse perchè troppo temuto o forse perchè chi te lo fa fare di camminare per quasi 2 ore?!?!?
La pigrizia è proprio una brutta cosa, però la voglia da parte del sottoscritto era tanta, e con un Niciz così allenato e disponibile non potevamo farcela scappare...

A parte la pezzata iniziale sul sentiero, che ha causato quasi l'esaurimento di forze ed acqua, la salita è stata indimenticabile! (anche grazie all'arrivo delle nuvole che ci hanno coperto dal sole)

Una via davvero faraonica, molto atletica e soddisfacente..
unico rimorso personale: l'azzero. però ci stà!!! ahahh

note da ricordare?!?

Fifi mai visto dal Niciz ma compreso ed apprezzato astutamente con gran zelo.
<>

calate dalla Unicef


Cenda

Il Risveglio di Kundalini!!!

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sabato 4 luglio ronda in val di mello per la prima(chiaramente per me) e l'ennessima(per cenda) volta, una gran bella via della valle... Kundalini.

Come al solito quando si va a fare questa via cenda c'è sempre..conta almeno 5 paia di scarpette consumate(per la felicità del gerri!!) su quelle placche. Le ripetizioni sono fuori dalla portata delle dita di mani e piedi ci vorrebbe una mutazione genetica!!

Partiti alle 7 e mezzo da lecco siamo all'attacco alle 10 e mezzo non si sa ancora bene come!!

La via è spettacolare e le protezioni, a parte in qualche tiro, sono proprio devasto!! Un attimo di panico l'ho avuto nella seconda sosta che ovviamente consisteva in una pianta che secondo me è già staccata dal terreno è solo li appoggiata e nessuno ha mai osato provare a vedere se è vero o no!!!ahah..

Le altre soste sono molto comode tanto da far sentire in siesta chi assicura, stando sdraiato sulla cengia all'ombra con venticello che ti fa abbioccare mentre il tuo compagno sta facendo il tiro più nervoso della via (per portare fuori anche te) e ti tiene sveglio solo il fatto che ogni tanto senti che la corda strattona per le moschettonate!! eheh..

La giornata è la più sbagliata di 365 giorni all'anno anche se cenda non lo ammetterà mai..e la sua schiena tra il rosso e il bordeauxe ne è testimone!Le placche finali di aderenza le si facevano senza appoggiare le mani tanto la roccia scottava!!

Alla fine della via siamo completamente sballati dal caldo un paio di foto di vetta inguardabili, mozzo poco etico per cenda e una strabagno al bidè della contessa che ti ripiglia di brutto!!

conosciuto un vip della valle 16enne che fa l'8a (anche in via). Per lui una importantissima ripetizione in "un pomeriggio in cui non avevo niente da fare" delle placche di patabang in solitaria!! Tira il V su ghiaccio e pratica anche un pò di scialpinismo!!! Dopodichè siamo pronti per tornare a casa con due belle medie a testa sullo stomaco bello vuoto!!


MaXi Il RaSta

Cassin Ratti alla Torre Trieste (gruppo del Civetta)

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Cassin Ratti - Torre Trieste 29

 

26/27 giugno 2010 Prima incursione della campagna dolomitica per la crew; il bersaglio da colpire è la Cassin alla Torre Trieste nel Gruppo del Civetta.

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PizzoBoga 13-06-2010

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Ritrovo pessimo alle 9 passate(gente che deve ancora riprendersi dalla stagione invernale..ahah) per una destinazione da definirsi!!

Dopo aver deciso di non andare in medale per troppo caldo ci siamo diretti al PizzoBoga(mai far andare troppo i cervelli!!) riportando a casa solo geloni faraonici come le foto possono testimoniare

Fatto sta che siamo all'attacco della R2Monza Moretz pronto per partire..Alle nostre spalle arriva un faraone Aldo Travagliati..apritore di alcune vie nella zona!!

Abbiamo passato un ora pronti per partire per la via ad ascoltare le leggende del passato.

Per il presente è stato avvistato in parete con scarpe da ginnastica tagliate e reincollate da lui con il bostik(non ho ben presente come si scrive..eheh) per spingere di più il piede sulla punta e con uno strato di vibram da carcere!! Come imbragatura alla faccia della blackdiamond che presenta ogni mese modelli nuovi si è girato in vita una fettuccia ed è salito in libera per il primo tiro .arrivato a una cengia ha recuperato la corda al socio a braccia fino che non gli sono arrivati in mano i capi opposti liberi..giusto perchè il suo socio non si era legato!!!

Giornata eticissima..da non tralasciare l'avvistamento pre via col Vaschino(rifugiusta rosalba) con un drummino sospetto al parcheggio di Laorca!!

Come consiglio importante ci ha suggerito le placche della gallina!!chiunque abbia informazione riferisca che abbiamo bisogno per una ripetizione!!


{boncko}/PizzoBoga/{/boncko}


MaXi iL RaSta

PANZERI-RIVA al FORCELLINO

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Sabato 22 e domenica 23 Maggio, due giorni di assedio per la cordata Cloz-War.
Destinazione: la parete del Forcellino sotto i Resinelli lungo la via Panzeri-Riva, itinerario non troppo frequentato a dire il vero.

Perchè in pochi vanno a sbatterci le corna? La risposta forse la sapevamo già...

Il primo mattino ti regala subito una bella botta di adrenalina, infatti si comincia con una serie di 7 doppie belle filate (un paio nel vuoto).
Tutto questo perchè l'accesso all'attacco avviene dall'alto e non dal basso.
E poi cominci atterrando in un rilassante boschetto, che contrasta maledettamente con quello che verrà dopo.
Al War toccano i primi due tiri, in parte perchè già li conosce bene, in parte perchè sa che quei fottuti appigli iniziali non vedono l'ora di venir via, con attaccato l'ignato climber.
Ok, passiamo indenni; ora tocca al Cloz: terzo tiro e poi il crux di tutta la via, ovvero il tetto del quarto.
Artificiale da fare in apnea, che le sagge braccia del nostro risolvono in tranquillità.
Quinto e sesto tiro, alternati senza troppi sbattimenti.

Dopo di che ci tocca oltrepassare le Colonne d' Ercole; infatti i precedenti tentativi del War si erano arenati allo start del settimo.
A lui tocca partire e subito un paio di simpatici chiodi decidono di farlo planare verso il basso.
Voletto di otto/nove metri a sfiorare il Cloz in sosta....
Risultato: nessun danno fisico, ma mente spenta. Da questo momento in poi nella testa ti sembra che tutti i chiodi vogliano uscire dalle parete.
Allora parte il mitico Cloz, deciso ad uscire dalla via ad ogni costo.
Si spara dei tiri veramente duri da primo, facendo numeri da folle.
Memorabile il friend tirato e rimasto istantaneamente in mano, che gli costa un volo sul chiodo sotto.

Ore 18,40: raggiunto l'obbiettivo della giornata, ovvero la cengia a tre/quarti di parete.
Lì avevamo mollato il materiale da bivacco durante le calate.
Il posto merita veramente un giro; sotto di noi il vuoto e poi il lago e di fronte il Moregallo.

La notte se ne va tranquilla, ma al mattino ci toccano ancora i tiri d'uscita.
A tutto pensa ancora il Cloz, che si sciroppa anche una lunghezza da brivido: fessura durissima con poche merdose protezioni e tutta da integrare....
Well done. Dopo quasi quattro ore di battaglia, i due Asen escono sul prato sommitale.
Per epilogo il Butch (che ringraziamo) offre loro una birretta al proprio ristorante.

Ovviamente nessuna foto a documentare, infatti stiamo cercando di contattare Fabrizio Corona per la prossima salita.

Se viene anche Belen è meglio....

Sipario!

 

AngelAvia

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Aggredito il passo Gavia per l'occasionale appuntamento col "Giro d'Italia" da gando moretz e giova frigerio (accademy member).

Che dire.. Ale Vinokourov ha delle gambe assurde, qualcosa di mostruoso! Qualcuno direbbe "da everest", mentre un grazie a gibo simoni per l'orgoglio messo e il saluto alla partenza!
Cenno doveroso all' "hola" di David Arroyo che ci ha visto indecisi nel saluto e a Valery Karpets!
Pollice in giù per i pinguini, non gandalf e giova che ne erano travestiti, ma a quelli veri che si travestono ogni giorno per lavorare (e non sono trans...)

Ma il main event è stato sicuramente uno psicopatico tedesco, un mix tra hitler e george micheal, purtroppo non siamo riusciti a fargli la foto ma era veramente inguardabile...

Moretz

 

Dunque, nonostante il meteo, sabato chiuso dignitosamente..
Non spaventatevi...Angelavia è la fusione di ANGELONE e GAVIA.
Infatti, mentre gli amici del "Giro d'Italia" erano a scalare i 27 Km del passo Gavia, Maxi e Berna si sono recati allo zucco angelone (Barzio-Valsassina) per salire una classica del luogo: Via Lumaca di Vetro.

Una via molto bella su con roccia molto compatta e gradi modesti che variano dal 4b al 5c.
5 lunghezze con passaggi in aderenza, fessure, diedri e traversi. Dunque una scalata molto divertente e varia.
La selva di vie presenti sul secondo sperone dell'Angelone causa un po' di confusione sulla linea da prendere, ma la cara e vecchia relazione in stile "blocco note" ci ha guidati ottimamente su per i ripidi placconi.

Come spesso accade nelle nostre uscite, ognuno pensa che l'altro porti la digitale e puntalmente ci si ritrova a non riuscire a documentare con le foto le varie scalate....hehehe...(alla faccia della relazione!)

Berna

 

 

Report Via Miryam - PilastroIrene 16.05.2010

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Cordate:

Clozza - Moretz

Gandalf - Maxi

Berna - Cenda

special photo:

Elisoccorso impegnato in un recupero in medale. Un grande "grazie" per quello che fate!

{boncko}/16.05viamiryam/{/boncko}

Report Via Chiappa - Antimedale 15.05.2010

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Cordate:

Berna - Cenda

Panz - Moretz

special photo FreeSolo:

Butch (Marco Anghileri)

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SloabribaClimbing vs AsenPark

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Sabato targato “Val di Mello” per la cordata Moretti-Cendali. Aggrediti “stomaco peloso” e “alba del nirvana”, con apoteosi al “cunicolo acuto” con imbragi distrutti e gioco forza “pioggia di friends e rinvii” al malcapitato Cenda (aka cengia).

Giornata all'insegna degli incontri. Tra i “più”, la temuta cordata Mainetti-Todeschini avvistati al cunicolo acuto!

Ma l'apoteosi è sicuramente stata con i balordi di Salisburgo del SLOABRIBA CLIMBING conosciuti al parcheggio mentre si commentava una multa...

con in prospettiva una spedizione a salisburgo come promesso ...

 

for chris e Bernie:

We want to greet the 2 guys of the sloabriba climbing known in the parking, you are so funny, thank you for the beer and for the company let us know how it was in the luna nascente (AKA rising moon)  and  how much you were afraid of...

We re waiting for an answer, we want to organize an expedition by you so that you local people could let us enjoy your crak turn up guys

Bye bye

Se you soon , we hope

Moretz


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